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Unwind: il significato dell’espirazione per il relax

Tabella dei Contenuti

Un concetto strano quello dell’unwind, diciamo un rilassamento all’inglese.
Da l’idea del salutistico dire “all’inglese”… e fa anche un po’ ridere… Dopotutto si dice “Riso all’inglese”, no?
Così semplice e salutare da mettere di buon umore senza dubbio… la bilancia 😁

Unwind, far uscire il troppo vento dalla testa?
O dal basso ventre?
Eh sì, fa spanciare questa, ma certi venticelli, e non ci riferiamo alla calunnia che tormentava il Barbiere di Siviglia, sono di ostacolo al pensiero!
Cicerone nel “De divinatione” a tal proposito:

 “i pitagorici prescrivono di astenersi assolutamente dal mangiar fave, come se quel cibo gonfiasse l’anima, non il ventre.

(faba quidem Pythagorei utique abstinere, quasi vero eo cibo mens, non venter infletur)

Marco Tullio Cicerone

A riprova moderna di ciò c’è il detto ingiurioso “Vai a c***re” , nel senso di liberarti dall’aria in eccesso per ripristinare proprio la lucidità mentale, sembrerebbe.

Unwind, il significato del rilassamento del corpo

L’ennesima riprova del “Mens sana in corpore sano”, il nostro “unwind”? Sicuramente, ma proviamo lo stesso ad approfondire.

La particella “Un” simboleggia avversativamente il contrario di quel che viene dopo.
Unstoppable è inarrestabile (non arrestabile). Unclear è poco chiaro (non chiaro). E così via.

Secondo questo schema unwind varrebbe perciò “non girato”, ovvero svolto come una matassa che piano piano riesce a districare così i suoi nodi. Sì, perché “to wind” in inglese vuol dire anche girare vorticosamente… come il vento, appunto.

Non per farne un fatto di grammatica inglese, se qualcuno ne ha competenza e sta leggendo è il benvenuto, ma la riflessione è: perché la stessa parola viene usata per indicare il vento e lo srotolamento?

Se avvitarsi equivale in certi casi a bloccarsi, è anche scendere in profondità, alla ricerca di sé stessi e non solo. Più si va dentro di sé, più ci si eleva, dicevano gli antichi.

E invece svitarsi? L’Unwind, per intendersi.
È fondamentale anche quello!
Divertirsi, cioè saltare fuori da situazioni che stagnano, aprirsi all’esterno e lasciare il certo per l’incerto come fa il matto dei Tarocchi.
Raziocinio contro creatività.
Introspezione contro ‘ndo cojo cojo.
Due processi che hanno bisogno l’uno dell’altro per poter guardare alla crescita: entrambi si contaminano a vicenda portando a progetto ciò che è stato trovato e acquisito durante l’esplorazione libera.

L’anima, come una vite si appana con la filettatura del corpo così può scendere e salire raggiungendo diversi livelli di tenuta. Se la si avvita troppo, la si attacca troppo alle cose materiali, diventa tutt’uno con il corpo diventando difficile toglierla, pena spanarla per sempre. Ecco lo stress.

Ma andiamo oltre… proviamo a stressare il concetto per trarne un insegnamento.
Un-Wind. Vento contrario?
Quello che va preso di bolina per resecare le onde rischiando di diventare sciroccati?
Può darsi, fatto sta che bora, il vento che scompiglia tutto, etimologicamente significa furia, rabbia.

E allora ci vorrebbe un vento contrario a mitigare il suo impeto, annullandone gli effetti sulla psiche?
Che qualche filologo inglese fosse incline alla maieutica e stia oggi, a distanza di chissà quanto, cercando di farci partorire una riflessione con questa semplice parola?

Si può saperlo, in effetti.
Ma possiamo divertirci a pensarlo, che ci costa.
Magari ci vuol dire che per potersi davvero rilassare nella vita, ovvero per fare della nostra vita una vita piena riuscendo ad accoglierla al cento per cento, forse dovremmo essere talmente svitati da accettare il vento contrario, sfruttarlo con il giusto dispiegamento di vele e trarne slancio, un po’ come fanno le barche.
Magari ci piegherà, costringendoci ad allungare il nostro percorso.
Ci costringerà a tratti ad avvitarci per poi tornare a svitarci con forza più avanti alla ricerca creativa della migliore manovra per tornare a puntare la nostra meta.

Forse ci suggerisce che non è possibile rilassarsi semplicemente sperando che non esista il vento.
Ma ci invita ad accogliere qualunque tipo di vento nel miglior modo possibile.

Unwind: come far uscire il vento interiore per far posto al relax


È la certezza di chi, di fronte al vento, chiude gli occhi e alza la testa per annusare l’odore della brezza. Consapevole che quello che conta non è la direzione del vento, ma l’obiettivo che ci diamo per fargli fronte.

Dopotutto “VENTO” vuol dire ciò che è venuto… è qui ora, ma non si può conoscere il suo passato ed il suo futuro. Il vento spinge, perciò è un altro nome dello spirito, ovvero ciò che ci muove a fare.
Il vento dà perciò lo slancio, è il respiro, l’alito di vita che ci anima a far bene.

Sì, forse quello che hai letto è un pippone dal profumo motivazionale.
Certamente ci sono venti che spezzano anche le navi più solide.
Altro che relax ci vorrebbe per far loro fronte!
Certamente, a tratti, è anche piacevole lasciarsi portare.

«Da terra conviene progettare la rotta se si riesce a farlo in modo corretto.

Ma quando si è per mare, si deve andare con il vento che c’è».

Alceo (630 A.C.– 560 A.C.)

Ancora razionalità ed emozioni che si equilibrano a vicenda ottenendo quella aurea via di mezzo di cui parlavano i latini, ovvero la via più rilassante da percorrere per giungere ovunque la nostra anima voglia portarci. 

Non possiamo ignorarla, lei, l’anima che è vento.
Senza la sua benevolenza ci si potrebbe trovar portati alla deriva dalla furia boriosa dell’ego e stressati a manetta. E invece, vogliamo restare attaccati a ventosa alla pienezza di vita, conoscendo la forza del nostro spirito giorno per giorno… ascoltando nel silenzio quando il suo sospiro fa sentire un fremito lungo la schiena facendoci sciogliere come una bandiera… al vento.

Ti ringraziamo per la cura che avrai voluto dedicare a questo argomento.

Edoardo Morelli & Dario Ramerini


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