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Negozio del cuore articolo di Lavinia De Naro Papa e Dario Ramerini

Il negozio del cuore

Il negozio del cuore si può scegliere?

Sembra che ognuno di noi ne abbia uno!

Ma come succede?

Di primo acchito sembra sia “lui” a scegliere te.

Il negozio del cuore è quello che… “ti fermi anche solo per salutare”.

…“Quello dove quasi ti aspetti le pantofole all’ingresso”.

Un posto dove parlare al NOI ti viene naturale.

Negozio occasionale e negozio del cuore: c’è una gran differenza!

Subito mi viene in mente l’immagine di due paia di scarpe.

Mi stanno entrambe bene. 

Una col tacco e l’altra da ginnastica.

Mi piacciono entrambe, eppure una è la mia!

Non so perché, ma mi calza a pennello… mi “chiama”. 

Il negozio del cuore parla la mia lingua.

La mia parte razionale sta zitta: la fiducia che ho basta a farla stare tranquilla.

Ci metto un attimo a scegliere il mio paio: “mi ci sentirò a mio agio anche tra un mese!”

Come dicono bene gli inglesi: “If I were in your Shoes”.  Ecco il negozio giusto!

Ma facciamo un passo indietro: come si è venuta a creare in me questa fiducia?

In camerino. Ne sono certa.

Che ne pensi Dario?

Come si creano le basi di questa “armonia”?

Sono d’accordo con te, Lavinia.

In camerino il cliente inconsciamente può mettere alla prova il negozio:

“Vediamo che cosa mi porta da abbinare a questa camicia?”

“Avrà capito la mia taglia?”

“Magari riuscisse a farmi innamorare di un nuovo look… non sto più nella pelle”.

L’esperienza fa tanto, ma chissà perché il negozio del cuore ha sempre un ascolto dedicato, una propensione per la consulenza proattiva.

Si tratta di cura, sano e appassionato interesse per il cliente: non si può scambiarlo per pettegolezzo!

L’addetto al camerino del negozio del cuore sembra sappia annusare i gesti, vedere le note che colorano gli occhi del cliente e ascoltare il profumo del suo dialogo interiore.

Nel film Pretty woman c’è Barney, il manager dell’hotel, “negozio” di esperienze indimenticabili.

“Amiamo considerare i nostri clienti speciali come amici” dice a Vivian (Julia Roberts) e poi, “è stato un piacere conoscerla: venga ancora a trovarci qualche volta.”

Atteggiamento altamente professionale, quello di Barney, che nonostante la formalità avvicina.

Come può essere?

Si tratta della complicità, quell’ingrediente segreto che si crea quando la curiosità per l’altro è rivolta a creare la relazione. Cosa ne pensi, Lavinia?

Credo proprio che sia così, Dario.

“Chiedimi cosa mi rende unico/a” e “cosa desidero”, sono come ‘vignette colorate’ che sembrano spuntare sul cuore del cliente quando entra: diventerà il suo negozio del cuore quello che le pronuncerà facendo tesoro delle risposte per creare l’esperienza di acquisto desiderata.

Al posto di “se ha bisogno chieda”, nel negozio del cuore ci si sente uno “special client”, ma ribadisco tutto nasce in camerino dove il cliente si mette a nudo e la relazione può cominciare su basi amichevoli.

Sono le confidenze da camerino, quelle utili per conoscersi davvero.

Allora sì che l’esperienza diventa la migliore possibile: la consulenza a tu per tu è super coinvolgente!


Lavinia De Naro Papa & Dario Ramerini