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Roberto Riccio biografia dello Scrittore di Talenti Dario Ramerini

La grinta del Riccio: la biografia di Roberto, un uomo sensibilmente pungente

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Mi chiamo Roberto Riccio e sono pronto a imparare da chi sa più di me. Sembra una cosa facile imparare, ma da come va il mondo forse non lo è così tanto. Da ragazzino ho frequentato una scuola privata in Svizzera a stampo prettamente italiano: sì, sono stato in collegio da sei anni fino alla terza media. “Che barba”, potresti pensare… beh, in certi momenti è cresciuta anche a me, devo ammetterlo, ma nel complesso la trovo un’esperienza molto interessante. Per cosa? Semplice, oltre all’uso pratico del tedesco che mi ha ampliato la facoltà di ragionare grazie a tutti i suoi casi, mi ha fatto sentire fin da subito straniero a casa mia, o meglio un italiano a 360 °. “Da bosco e da riviera” diceva Giusti nella sua poesia sullo stivale, beh, provare entrambi i contesti, aiuta a stare bene ovunque, posso ben dirlo. Il fatto di stare fuori casa, per tanto tempo, e per giunta da solo, ha aumentato inoltre il mio senso di responsabilità ed indipendenza anche se mi è venuto a mancare il rapporto adolescenziale con i coetanei del mio paese.

Il fine settimana a casa ero un estraneo.

Altro che cittadino del mondo…nessuna “cumpa” da vedere tutte le sere alla fontana, niente scorribande e marachelle di gruppo con motorini sgarrupati… ma poi mi sono rifatto, se non altro con quest’ultimo aspetto ricreativo. In Toscana, la mia terra d’origine, si usa dire “forestiero” a chi si avvicina ai luoghi cari provenendo da lontano: ebbene grazie alla mia educazione, posso dire di aver sviluppato una diversa abitudine mentale verso questo concetto! Non mi sento calabrese, svizzero o italiano, ma cittadino del mondo: ho una concezione diversa da chi ha viaggiato poco nell’accoglienza, per questo, sono abituato a dare a tutti un caloroso benvenuto. Sarà per la mancanza o la nostalgia di casa che sono molto legato alla mia famiglia, anche se ho cominciato molto presto ad apprezzare il potere delle mie scelte, pur non avendo ancora consapevolezza delle loro conseguenze. C’è da dire poi, che alla scuola privata non mi sono privato dell’inventiva costruendo un fiorente scambio di figurine con i miei compagni: l’anima del commercio ha bussato fin da allora alla mia spalla per dire: “ehi, Roberto, spicciati, c’è un mondo di persone che vogliono scambiare…non c’è tempo per stare a pensare, immobile”. Così fin da giovanissimo mi sono divertito a collegare punto per punto aspettando che apparisse l’arazzo del mio talento, sciogliendo i nodi che si venivano a formare perché da ogni intoppo, a casa mia, si può sempre trarne stoffa da vendere. Da grande, questo è successo quando, per tre mesi, mi sono trovato ad abitare in un sottotetto ammobiliato recandomi tutti i giorni al lavoro, comunque, in giacca e cravatta come richiedeva la professione… Ma andiamo per gradi, altrimenti la temperatura sale troppo rapidamente e si brucia il finale. 

Mi sono sempre piaciute le scelte perché fanno vivere la vita pienamente.

Inoltre, in quanto decisioni, possono insegnarci tanto su come siamo fatti. Ebbene, per approcciarmi al lavoro ne ho fatta una che mi ha segnato per tutta la vita: ho cominciato facendo l’agente immobiliare. All’inizio, i risultati lasciavano un po’ a desiderare, d’altronde l’esperienza si paga, vero? Così per consentire alla passione di forgiare il mio carattere, alla sera mi misi a fare un lavoro in un fast food e, spesso, la notte mi serviva per progredire anche nell’analisi dei rapporti interpersonali grazie ai turni come barista in un locale. Tre lavori insieme toglierebbero l’energia e la voglia di fare a chiunque, ma io chissà perché sono riuscito a superare quel momento decisivo, con una bella svolta. Ho intuito di concentrarmi su una cosa sola… come si dice in questi casi; ho puntato tutto su di me e mi sono dimesso da ciò che sentivo non avesse sapore di futuro. Ho rischiato grosso, di punto in bianco, per giunta! …Perché il salto nell’abisso deve essere secco come un Martini di primissima scelta altrimenti non merita l’oliva. Tutto è successo quando mi hanno offerto la possibilità di fare un corso per diventare manager del fast food: fatti miei calcoli e superato il dilemma ho capito interrogando il mio talento che quella vita non avrebbe fatto per me.

Così in 48 ore ho deciso di fare una cosa sola e farla bene…a vita per così dire.

Avevano scelto me, la chiamata era arrivata dove meno me l’aspettavo, eppure non era la mia fermata; di questo ero certo! Da lì, mi sono dedicato a far diventare grande il seme che avevo trovato in me scavando un po’ nel buio. Forse avevo la stoffa per far carriera, fatto sta che in tre mesi diventai il miglior agente immobiliare d’Italia per il mio gruppo. Ancora non ci credevo quando ero a godermi la vacanza premio a Barcellona, ma una spilla d’oro sul mio petto si era appuntata di ricordarmelo fermamente. Oggi stranamente mi fa sorridere la situazione: fallimenti e opportunità si erano dati il cambio come vedevo negli incontri di wrestling alla tv, ma di lì a poco, un crollo emotivo mi ha fatto riflettere molto sull’importanza dell’approccio alla vita. In questo, la mia famiglia mi è sempre stata accanto con insegnamenti che porto nel cuore. A proposito di lezioni: con mio padre ero sempre in conflitto, ma fino a quando se n’è andato, invero, troppo presto, non mi ha ostacolato in nulla. Quello che ha fatto, anche se non ho figli, posso capire che sia molto difficile da mettere in pratica. Oggi posso dire di essere molto simile a lui anche se non me ne sono mai accorto prima.

Non sono spesso stato un bravo studente: ho sempre fatto molta fatica a ricordare le cose a pappagallo, ma sono un tipo che capisce molto velocemente.

“Roberto capisce subito e ricorda l’essenziale” questo è lo strano mix che mi ha riservato la conoscenza, quasi che volesse farmi imparare a perdonare naturalmente, dimenticandomi dei torti per vedere le persone nella loro interezza. Quello che leggo lo apprendo con interesse e lo metto anche in pratica volentieri. Neanche a farlo apposta cerco anche di sospendere il giudizio, perchè credo molto nella prova: finché non la faccio non accetto da me nessuna opinione per partito preso. Tornando al succedersi delle cose, nel 2007 non volevo più avere a che fare con il mondo delle agenzie immobiliari. D’un tratto, non sopportavo più i miei colleghi, vuoi per allergia all’arrivismo e vuoi per l’intolleranza all’ ipocrisia…

Fatto sta che mi sono sentito pronto per tornare in Svizzera.

Perciò non ho messo tempo tra me e la meta e sono partito per il viaggio! Arrivato sul luogo ho subito letto un annuncio in tedesco per la ricerca di un commesso: si trattava di un negozio di abbigliamento ad Ascona. Per telefono la signorina mi disse di mandare il curriculum, ma io che mi trovavo nelle vicinanze riuscii a farmi ricevere dal titolare ugualmente. Una chiacchierata di mezz’ora diventò lunga tutta la mattina seguente e il pranzo di primissima scelta fu il regalo inaspettato che ricevetti. Così i tre giorni di prova dell’annuncio, si trasformarono in un lavoro bello e buono da responsabile di negozio. Sottolineo questo episodio perché mi ha dato modo di rigenerarmi oltre che di fare tanta esperienza a tu per tu con i clienti. La cosa che mi ha colpito di più di quel periodo? Quando avevo il giorno libero, il titolare che faceva le mie veci si trovava costretto a chiedere ai clienti di tornare perché erano così abituati al mio modo personale da volere solo me per acquistare: “ma Roberto dov’è? Quando torna? Si può sapere quando posso farmi consigliare da lui? “, così il titolare mi riportava i dialoghi che avvenivano in mia assenza ed io gioivo, naturalmente. Poi, nel 2009, dopo aver messo in relazione un cliente italiano e uno tedesco per una compravendita immobiliare, ripresi gusto al mio lavoro di partenza. Così grazie a quanto guadagnato, tornai in Italia a far, questa volta, l’imprenditore: compravo, ristrutturavo e rivendevo immobili con discreto profitto.  Ad Ascona avevo capito qualcosa sul lusso:

I clienti parlano del prodotto solo quando l’esperienza che hanno fatto li ha davvero entusiasmati!

Il lusso ha come intenzione quella di regalare momenti privilegiati di un’intensità e una personalizzazione unica. Così, con questa nuova prospettiva ben chiara nel 2018 presentai il mio curriculum a Sotheby’s per la mia candidatura ad agente immobiliare e fui assunto. Adesso ho mille idee per la testa che sono altrettanti scalini del mio ponte personalissimo per il futuro: sono un soggetto sempre alla ricerca della scintilla più che del denaro. Quest’ultimo è importante perché consente di affrontare più serenamente gli imprevisti, ma l’elemento portante per davvero, che sta alle fondamenta del mio ponte, è rappresentato dai progetti, ovvero dalle idee felici. Insomma, ci sono elementi che, indirizzati nella maniera giusta possono portare a dei grandi risultati e io voglio scoprirli! Mi sto riferendo alle leve emozionali delle quali sono un grande osservatore, da molto tempo a questa parte. Saper capire il fulcro delle azioni dei clienti dalle loro espressioni mi ha sempre dato la soddisfazione di fare il mio lavoro! Arrivati a questo punto della mia biografia è il caso di scrivere:

Il mio motto preferito.

Si tratta di quello che accompagnava una delle pubblicità Pirelli degli anni 90, nella quale appariva il grande corridore Carl Lewis ai blocchi di partenza con ai piedi delle decolté vertiginose, rosse e femminili.

“La potenza è nulla senza controllo”

Claim dello spot Pirelli coniato nel 1994 dall’agenzia Young&Rubicam

Recitava lo slogan facendo perno sul contrasto che spiccava sulla carta patinata. Rimanendo in tema di gomme e motori, come ho anticipato all’inizio, la mia passione ha due ruote potenti e un sellino ruvido quanto basta per macinare chilometri di asfalto.

Quando vado in moto è come se fossi in meditazione.

É ovvio, sto attento, ma mi capita spesso, viaggiando, di ritrovarmi in un luogo diverso con il corpo da quello in cui sono partito con la mente. Può essere una gita di un giorno oppure di due ore, fatto sta che la testa si libera di tutto quando salgo in sella, diciamolo pure alla vita, prendendo con leggera serietà l’errare senza meta. Che dire poi della mia mania da riparatore di moto fai da te? So benissimo di far dei danni quando mi metto a smontare gli ingranaggi, ma il bene che mi faccio con quell’attività vale di più dei soldi che spendo successivamente dal meccanico. Ahhhh, oltre ai motori, per me sono scaccia dolori le letture di argomento socio-antropologico: l’ho scritto, mi piace osservare i comportamenti delle persone, vedere come interagiscono per capire come funziono io, guardandomi incredibilmente dall’esterno.

Arrivati in fondo alla bio ti starai aspettando il dolce.

Ebbene sì, la vita mi ha insegnato a prendere tutto con un pizzico di ironia anche surreale per sdrammatizzare situazioni amare e poco digeribili, consentendomi di assaporare tutte le sue gustose sfumature. Se dovessi proprio dire sotto tortura qual è la mia caratteristica principale direi la grinta. Sono timido, ma il desiderio della pienezza di vita, mi dà coraggio per aprirmi ed andare ad esplorare ciò che mi circonda indipendentemente dalla stagione in cui mi trovo. La grinta del Riccio? Può darsi. L’importante è essere curiosi e tener le spine solo per i momenti veramente necessari.

Ahhh, una nota importante perché suona bene concludere in bellezza.

Al mio ritorno in Italia nel 2010 ho conosciuto, Silvia tutt’ora mia compagna di vita; una donna meravigliosa che oltre a sostenermi nelle mie scelte sembra sopportare bene i miei difetti. Adora la mia autoironia forse perchè anche lei pensa che prendersi troppo sul serio faccia venire i capelli bianchi… Sarà per questo che non ne ho neanche uno?

Redazione a cura di Dario Ramerini, lo Stilista delle parole.

Ti ringrazio per la cura che hai avuto leggendo fino qui,
Roberto Riccio

Redazione a cura di Dario Ramerini, lo Stilista delle parole.

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