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Entusiasmo: come evocarlo

Entusiasmo: come evocarlo

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Siamo piccoli dei scesi dal cielo sulla terra?

Quando creiamo, sembrerebbe; così entusiasti da voler plasmare il fuori come il dentro.
Siamo demiurghi, dei minori, ma pur sempre dei luminosi.
È vero, modelliamo ciò che c’è già, ma lo facciamo apparire diverso!

Noi uomini e donne, abbiamo dio dentro; abbiamo l’anima a entusiasmarci.

Tutto sta nell’ascoltarla…

Il momento decisivo causato dall’attuale pandemia può far riflettere: come accorgersi dell’anima?

Gli antichi avevano meno distrazioni e si guardavano più dentro, per questo, hanno incapsulato nella parola “entusiasmo” molte risposte ultimative*.

“Essere abitato da un dio” è il senso antico dell’entusiasta.

(dal greco ἔνϑεος: ἐν- in e ϑεός-dio e οὐσία, presenza).

Dio stesso vuol dire per etimo splendere: un dio è un “essere solare”, ma tutti possiamo esserlo se ci facciamo caso!

L’entusiasmo illumina; l’entusiasmo rende noto ciò che non si vede per via del dubbio: tutto torna!

Ciò che splende, è puro, così come ciò che riluce arde.
Il Sole è il cuore del cielo e … chi è entusiasta sembra che abbia il cuore caldo…
“On fire” dicono gli inglesi, per indicare la potenza di chi passa da un successo all’altro perché ne è pervaso fin nel midollo.

Fanatico, cioè “ispirato da una divinità”, da φῶς (Fos) che in greco significa luce.

Il fanatico esagera, ha preso troppo sole… un abbaglio lo porta allo sbaglio: il dio è troppo grande per l’uomo che abbia l’ardire di contenerlo!

Ma l’entusiasmo in fondo è anche un po’ di pazzia: il “controfattuale” è il suo effetto primario, allucinazione estatica che fa vedere possibile ciò che palesemente non lo è.

Per gli antichi, l’entusiasmo si distingueva in 4 specie:

  1. Il delirio profetico di Apollo e Sibilla la delfica.
  2. La frenesia di Dioniso e delle sue baccanti.
  3. L’eccitazione poetica delle Muse.
  4. Il vaneggiamento amoroso di Afrodite, Eros e Saffo.
E non è durante uno stato d’animo di scoraggiamento che ci vengono le idee brillanti: è soltanto quando siamo entusiasti, che l’estro ci punge! Condividi il Tweet

Eh sì, l’estro, il tafano da cui taluni fanno derivare l’etimo di entusiasmo: l’estro ti punge da dentro e ti dà quell’eccitazione motivazionale tale da accedere al talento inconsciamente.

Questo secondo noi è il significato dell’entusiasmo ed il motivo per cui abbiamo deciso di parlarne in questo articolo: essere entusiasta può cambiare la tua vita e il tuo lavoro!

Vediamo allora insieme qual è il modo per indurselo analizzando prima il pensiero di importanti filosofi che si sono pronunciati sull’argomento.

Giordano Bruno diceva che l’entusiasmo è quel fervore intellettuale che dopo essersi liberato da vizi e pregiudizi in prospettiva mondana e antiascetica, culmina nella radicale unità del tutto dove l’uomo crede di divenire Dio. John Locke credeva che un cervello acceso finisse in entusiasmo e ciò influisse sugli uomini più che qualsiasi ragione o fede. Infine, per Voltaire esso era «commozione di viscere e agitazione interiore». Inoltre, per dirla tutta, i greci forgiarono questa parola per indicare le scosse dei nervi, la dilatazione e la contrazione degli intestini, le violente palpitazioni del cuore, il corso precipitoso di quegli spiriti di fuoco che salgono dalle viscere al cervello quando si è violentemente commossi oppure dopo aver inspirato fumi e profumi come la Pizia di Apollo.

Come indurti in entusiasmo:

  • Facendo girare il fisico a 3000 con attività aerobica che non produca sforzo.
  • Contemplando il bello in tutte le sue forme.
  • Ballando, suonando e cantando (come Dioniso o Shiva).
  • Bevendo moderatamente buon vino, meglio se in compagnia.
  • Eliminando l’influsso delle preoccupazioni attraverso la concentrazione.
  • Amando.
  • Facendo quello che più ti piace (è possibile più volte di quanto credi).
  • Praticando comunque una soluzione differente rispetto a quelle prospettate.
  • Essendo così responsabile da poter scivolare dentro l’onnipotenza di cui sopra.
  • Rimanendo curiosi anche sulle cose già apparentemente note.

Una volta acquisita questa eccitazione motivazionale, la cosa più difficile è il saper congiungere ragione ed entusiasmo: la ragione consiste nel vedere sempre le cose come sono, mentre chi è entusiasta sembra momentaneamente sprovvisto di ragione.

L’economia comportamentale enunciata nei libri di Kahneman, Thaler e Sunstein insegna che il segreto per cavalcare l’entusiasmo è la preparazione: “come si fa a prendere decisioni razionali quando razionali non lo si è?” L’esempio più classico è quello dell’uso del profilattico. Sicurezza Vs. eccitazione, 1 a 0, palla al centro.

Per concludere, l’entusiasmo è come il vino: può suscitare così tanto tumulto nei vasi sanguigni e così violente vibrazioni nei nervi, che la ragione ne viene ottenebrata, ma può anche causare soltanto leggere scosse, che provocano nel cervello un’attività un poco più intensa del normale.
Volendo essa può essere pilotata dalla ragione ben preparata all’azione desiderata.
Et voilà, genio servito in bellavista.

È quello che accade nei grandi moti d’eloquenza, e soprattutto nella poesia sublime.

L’entusiasmo ragionevole è il dono degli artisti, quella perfezione dell’arte che fece credere un tempo che gli entusiasti fossero ispirati dagli dèi.

Ora lo sai anche tu, quindi puoi entusiasmarti ed ottenerlo.

Ti ringraziamo della cura che hai dedicato leggendo il nostro articolo.

Mirella M. Romanini & Dario Ramerini


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